La verità di Matteo Ciceri, il mister squalificato vestito da prete

Il mister più chiacchierato del momento – perché, vestito da prete, ha assistito fuori dal campo alla partita della sua (ex) squadra – non sembra voler cedere. E con noi è un fiume in piena.
Matteo Ciceri – secondo la Federazione e la sua stessa società l’Union Mulazzano – ha avuto un comportamento fuori dalle righe da punire. Perché?
Ha preso uno sgabello e, dietro la recinzione del campo (perché già squalificato), ha iniziato a dirigere la squadra sotto mentite ed ecclesiastiche spoglie. Era il 26 ottobre 2025.
Il resto lo ha fatto qualche smartphone che ha ripreso brevi momenti del suo piccolo show e i video sono diventati virali da poco, dopo la conclusione dell’indagine della Federazione e la sentenza di squalifica, tanto da creare una notizia (un po’ ad arte, aggiungiamo noi) per i principali quotidiani, soprattutto online.
La cronaca delle sue gesta si è spinta fuori dai confini italici tanto da essere ripresa da giornali francesi, svizzeri, inglesi e tedeschi e così il web è impazzito.
C’è chi lo conosce e ci scherza su, c’è chi lo acclama, facendolo diventare un personaggio e c’è chi lo accusa con critiche feroci.
Insomma, Matteo Ciceri, l’allenatore nel vestito talare, ormai ex dell’Union Mulazzano perché esonerato, non divide a metà, ma frammenta l’opinione pubblica.
E lo fa ora ancora di più perché si difende: “Non è vero che ho scavalcato o distrutto la recinzione, era già da tempo con una grande apertura e non è vero che ho aggredito qualcuno in campo. La mia scelta di vestirmi da prete era solo una provocazione che non rifarei”. E giù altre critiche feroci.
Ora più che mai la sua “cicerite” ha dita puntate, perché in Terza Categoria, almeno quella lodigiana, l’estro e la provocazione con un pizzico di cattivo gusto, vengono mal digerite, da quanto sembra.

Noi abbiamo voluto dargli voce, nel momento più difficile (gli hanno addirittura rubato i profili social, dice): nell’intervista il mister tenta di contrattaccare, spingendosi in avanti alla ricerca almeno di un pareggio.

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